La memoria, esigente selezionatrice – spesso involontaria – di ciò che deve rimanere nei ricordi, non può e non deve arrendersi alle complicate moltiplicazioni del tempo. A volte però capita, e succede soprattutto quando subentrano le teorie, i calcoli e le testardaggini con cui si vuole raggiungere e ottenere un giudizio. Non siamo per i giudizi, tantomeno per i confronti o le opinioni personali: privilegiamo l’evidenza dell’impegno. E se tocca alla storia il “privilegio” del giudizio, a noi non deve sfuggire la celebrazione dell’impegno. Ecco, appunto, l’impegno. Quella prerogativa fondamentale che ha caratterizzato l’esperienza umana, professionale e politica di Enzo de Cosmo. Un impegno che oggi conserva gli odori e i profumi di un tempo non ancora molto lontano, ma che a tratti evoca frustoli di nostalgie soprattutto se paragonabili alle atmosfere sociali e politiche di cui oggi siamo attori e spettatori.
A noi, intermediari dell’informazione (in realtà per quel poco che ci rimane ancora tra le mani), tocca il compito anche di rafforzare la memoria collettiva, aiutandola a non lasciare sbiadire nelle future generazioni il generoso impegno di chi per vocazione politica ha speso i propri giorni a vantaggio della città, e non solo. Ed è con questo spirito che, a distanza di dieci anni dalla scomparsa del Professore Enzo de Cosmo (25 aprile 2016), ricordiamo il suo impegno. Di lui, del Professore universitario colto e preparato, dell’uomo sensibile e generoso costantemente ispirato ai valori cristiani, del politico ossequioso delle istituzioni e del confronto rispettoso con tutte le forze politiche avversarie, ne conosciamo nettamente l’alto profilo. Ma sarebbe un intento per certi versi sterile se ci limitassimo alla sola funzione di “integratore al fosforo”, oltremodo saremmo improduttivi se continuassimo a dedicargli soltanto altre pagine ancora negli anni a venire. Faremo anche quello, ma oggi, invece, vogliamo sostenere e rilanciare pubblicamente un’iniziativa che timidamente si è affacciata come proposta, ma che non ha ancora fatto breccia nella sensibilità istituzionale di alcuni organi di relativa competenza: dedicare a Enzo de Cosmo l’IPSSAR di Molfetta. Da Sindaco della città, dal 1984 al 1991, è stato protagonista indiscusso nella pianificazione e realizzazione di edifici scolastici, e non in ultimo per la nascita sul nostro territorio dello stesso Istituto Alberghiero.
Molfetta deve a Enzo de Cosmo questo piccolo ma significativo segno di riconoscimento e di gratitudine, di semplice “tributo” al suo impegno per la crescita della nostra comunità cittadina. La sola memoria espressa con le parole, per ripercorrere le sue gesta, può non bastare. Anzi, a volte rischia di scadere nel più ingrato panegirico. È arrivato il momento, come lo riteniamo in questa circostanza, di un gesto concreto. Spetta in modo particolare al Dirigente scolastico dell’IPSSAR muovere i primi passi per attivare concretamente le procedure utili al raggiungimento dell’obiettivo.
Memoria sì, ma anche concretezza. Perché anche il futuro si nutre del passato.
Chi era de Cosmo
Nacque a Molfetta (BA) il 28 ottobre 1942. Conseguì la Laurea in Scienze Economiche e Commerciali nel 1964 presso la Facoltà di Economia e Commercio, discutendo una tesi in Economia Politica sulla programmazione economica.
Vinse una borsa di studio presso la Svimez nel 1965 per lo svolgimento dell’VIII Corso di specializzazione sulle problematiche dello sviluppo economico e della programmazione economica.
Dopo la specializzazione gli venne offerta la possibilità di entrare a far parte del Centro Studi dell’IRI, ma optò per la carriera universitaria nel campo della Statistica (1965) e della Statistica Economica (dal 1970 in poi) presso l’Istituto di Statistica dell’Università degli Studi di Bari.
Superò il concorso di Assistente Ordinario di Statistica nel 1968, successivamente (1984-85) quello di Professore Associato per la seconda cattedra di Statistica Economica presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Bari e ancora presso il Dipartimento di Scienze Statistiche della stessa Università.
La lunga attività di docenza, sospesa in occasione dei suoi mandati parlamentari, cessò per volontarie dimissioni, motivate dall’esigenza di creare spazio ai suoi allievi, dal 1° gennaio 2003.
Fu Consigliere di Amministrazione della Finmare (IRI) dal 1972 al 1976.
Presidente dell’Ente Ospedaliero Regionale “Cotugno” di Bari dal 1973 al 1977, nonché Presidente degli Ospedali di Puglia e vice Presidente nazionale della Federazione degli Ospedali (FIARO) dal 1975 al 1980.
Fu Deputato al Parlamento nelle legislature VII e VIII (dal 1976 al 1983), componente della Commissione Finanza e Tesoro della Camera (in tale veste ha svolto le funzioni di relatore di molteplici disegni di legge in materia economica).
Fu Sindaco di Molfetta dal 1984 al 1991. Consigliere d’amministrazione della FINMARE in rappresentanza dell’IRI dal 1990 al 1992.
Fu Senatore della Repubblica nella XI Legislatura dal 1992 al 1994, Presidente della X Commissione permanente del Senato (Industria, Commercio e Turismo). In questa veste, dopo aver seguito e licenziato il testo della riforma delle Camere di Commercio (Legge n. 580 del 29.12.1993) fu anche promotore e coordinatore di molteplici iniziative parlamentari-legislative, di indirizzo e di controllo in materia industriale, assicurativa e nell’ambito del commercio interno ed internazionale. Promosse anche, in particolare, un’indagine conoscitiva sul processo delle privatizzazioni avviato dai Governi Amato e Ciampi.
Durante la sua carriera universitaria fu accanito sostenitore della crescita dell’Università di Bari sostenendo, da par suo, il decentramento di alcuni corsi nelle altre province pugliesi e prodigandosi per il necessario riconoscimento da parte degli Organismi centrali. Inoltre, nel lontano 1979 intervenne politicamente per assicurare le risorse necessarie all’avvio di un corso di laurea in Scienze Statistiche ed Economiche, ad integrazione del Diploma biennale in Statistica.
Fu autore di varie pubblicazioni nel campo della Statistica Applicata e Metodologica tra le quali:
“I prezzi del grano, dell’olio e del vino sul mercato di Molfetta nelle “significatorie” del Seminario dal 1778 al 1815 (1968); “La recente dinamica dell’attività edilizia e taluni suoi aspetti economici” (1971); “Il modello iperbolico nella rappresentazione della distribuzione dei redditi” (1973); “Alcuni aspetti socio-economici dei comuni depressi e montani della Toscana e dell’Alto Lazio nella loro recente dinamica (1973); “La funzione di Makeham come modello di previsione economica” (1975); “L’Unione economica-monetaria e l’economia dell’Europa mediterranea. Necessità dell’ingresso dell’Italia nell’U.E.M. (1997); “Confronti spazio-temporali degli aggregati economici nell’Unione Europea” e sul “federalismo fiscale” (2000-2005).
Sergio Magarelli, Tra memoria e futuro, L’altra Molfetta, Anno XXXVII, n. 4, aprile 2021, pagg. 16-17.
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