Tutti i lettori, sicuramente i più attenti, avranno notato che da gennaio 2018 – con l’inizio della mia direzione – e fino allo scorso mese, tutti i miei editoriali e tutti i miei contributi pubblicati su queste pagine, si sono avvalsi del cosiddetto plurale maiestatis. Una scelta voluta non per esibire un certo “tono”, ma soltanto per evidenziare un passaggio, una nuova fase, un diverso percorso direzionale e gestionale della testata. Aver dato anche, sin da subito, un’impronta più professionale, più metodica e anche più gerarchica con una netta distinzione dei ruoli e del loro rispetto, è costata nel corso di questi anni quasi un’emorragia di collaboratori, persone insofferenti alla necessità del cambiamento e, soprattutto, al bisogno di riconoscere il primato de L’altra Molfetta sopra t...
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