La frase finale nel messaggio con cui il vescovo Domenico Basile ha salutato l’elezione di Manuel Minervini a sindaco di Molfetta, merita un “focus” particolare. Ovviamente non è la citazione di Papa Leone XIV, per quanto densa e opportuna. E non è neanche l’augurio rivolto ai consiglieri di maggioranza e opposizione, benché equilibrato e dignitoso. È, invece, quella clausola, posta quasi in chiusura, con la sobrietà di chi sa pesare le parole: «Nel rispetto delle specifiche competenze».
Chi ha vissuto e seguito con attenzione l’ultimo decennio di vita pubblica molfettese, e non ha fatto finta di non vedere, sa bene a cosa si allude. Sa che tra politica e istituzione ecclesiale si è consumata, in questi anni, una promiscuità silenziosa ma vistosa, un corteggiamento reciproco in cui il potere civile ha spesso avuto il sopravvento e in cui qualche sacerdote (per riprendere la lucida e spietata espressione di don Tonino Bello) ha “amoreggiato con il potere”. Non per malafede, forse, ma sicuramente con effetti ugualmente corrosivi per entrambe le istituzioni.
Il messaggio del vescovo è augurale, indubbiamente. Ma è anche “costituzionale”, nel senso più proprio perché fissa i termini di un rapporto. La Chiesa sarà disponibile al dialogo, assicura il vescovo. Ma al dialogo tra soggetti distinti, che non si confondono e non si subordinano.
La citazione di Leone XIV ai sindaci italiani, «abbiate il coraggio di offrire speranza alla gente, progettando insieme il miglior futuro per le vostre terre, nella logica di un’integrale promozione umana», è scelta con intelligenza pastorale. Il Papa non parla di potere, parla di coraggio e non chiede ai sindaci di frequentare le sagrestie, ma di servire le persone. Il nostro vescovo fa proprie queste parole e le rivolge a Minervini senza fronzoli, con quella “semplicità ed essenzialità” che lui stesso richiama. Inoltre, alle consigliere e ai consiglieri eletti, di maggioranza come di opposizione, Basile chiede «competenza, disinteresse e abnegazione». Tre parole che rispondono al rispetto delle competenze istituzionali.
Molfetta ha un nuovo sindaco e un nuovo vescovo. Entrambi alle prime settimane del loro mandato. Entrambi, per ragioni diverse, chiamati a ricostruire fiducia. Il messaggio di Basile è un atto di rispetto autentico, esprime la volontà di una Chiesa che vuole essere presente nella vita della città, ma come soggetto autonomo. Il fatto che la si enunci con questa nettezza, fin dall’inizio, è già una “lieta novella”.
Il messaggio di Mons. Basile al sindaco eletto Manuel Minervini
Desidero far giungere all’ing. Manuel Minervini gli auguri più cordiali per l’elezione a Sindaco di Molfetta. In tale circostanza faccio mie le parole rivolte da Papa Leone XIV ai membri dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, il 29 dicembre 2025: «Carissimi, abbiate dunque il coraggio di offrire speranza alla gente, progettando insieme il miglior futuro per le vostre terre, nella logica di un’integrale promozione umana». Con queste semplici ed essenziali parole formulo l’auspicio che l’operato della civica amministrazione possa essere a favore delle cittadine e dei cittadini di Molfetta, in un cammino condiviso che promuova il bene comune e nella solidarietà che apre alla speranza.
Ai consiglieri comunali eletti di maggioranza e opposizione auguro di poter servire la città con competenza, disinteresse e abnegazione.
A tutti rivolgo l’incoraggiamento da parte mia e della comunità ecclesiale diocesana, assicurando la volontà di dialogo con le istituzioni, nel rispetto delle specifiche competenze.
+ Domenico Basile



























