Pugni sul motopesca, gomitata al povero musicista e parcheggi selvaggi. Gli episodi di violenza avvenuti durante la festa patronale rispecchiano il difficile momento che la città di Molfetta vive da tempo.
La nostra città è ostaggio della paura. Ogni giorno si moltiplicano segnalazioni di furti, rapine, aggressioni e atti di violenza. I cittadini vivono nell’angoscia, costretti a guardarsi le spalle anche solo per andare al lavoro, per accompagnare i figli a scuola o per fare la spesa.
Questa situazione non è frutto del caso, è anche la diretta conseguenza dell’immobilismo di chi governa oggi la città. Le promesse fatte in campagna elettorale sono rimaste parole vuote, mentre i quartieri si degradano e la microcriminalità dilaga.
Chi amministra dovrebbe garantire sicurezza, ordine e dignità, ma ha preferito chiudere gli occhi, minimizzare e scaricare responsabilità. Intanto, i cittadini pagano il prezzo più alto: quello della paura quotidiana e della sfiducia nelle istituzioni.
È inaccettabile che la sicurezza venga trattata come un tema secondario. La verità è che senza sicurezza non c’è libertà, non c’è lavoro, non c’è futuro.
Noi continueremo a denunciare questo fallimento e a pretendere risposte immediate: più controlli, più forze dell’ordine nei quartieri, tolleranza zero verso chi semina violenza e degrado.
La città merita di tornare a essere un luogo sicuro, e se il sindaco continua a non poter fare il sindaco, difficilmente la situazione migliorerà. È tempo di agire con coraggio e responsabilità.



























