Convocato per domani 14 maggio, mancano appena ventiquattro ore dalla seduta del Consiglio comunale. Dopo il rinvio del 30 aprile scorso, aleggia qualche dubbio sulla possibilità che si svolga regolarmente. La procura di Trani, intanto, prolunga il suo silenzio dopo aver svolto gli interrogatori di garanzia. Il Sindaco, dopo quasi otto anni sulla scena propagandistica comunale, è in astinenza di dichiarazioni. Mentre a fare rumore questa volta è il Consigliere regionale Saverio Tammacco che, con una nota sul proprio profilo Facebook, dichiara così: «Voglio rassicurare parenti e amici: sto meglio, i medici mi hanno consigliato qualche giorno di riposo. Ma è stato un colpo durissimo apprendere, ancora una volta, che non ci sono certezze per la riapertura del Pronto Soccorso. È stato un vero mancamento, fisico ed emotivo, davanti a tanta irresponsabilità ». Si riferisce all’animata discussione avuta durante la seduta della Commissione Bilancio da lui presieduta, mentre il destinatario della sua ira è stato l’Assessore alla Sanità pugliese Raffaele Piemontese.
Fa bene Tammacco a preoccuparsi, perché il Pronto Soccorso oggi serve come il pane, e non solo per la potenziale sfortunata utenza, ma anche figuratamente per medicare le molteplici ferite di questa città . Una città che, secondo una nota stampa diramata in mattinata a proposito dell’installazione dei primi pontili galleggianti, deve prendere atto che «i frutti del lavoro dell’impegno civico, di Consiglieri e Assessori, in questi anni di coesione, stanno sempre più portando a fatti concreti». Per la prima volta, dunque, la comunicazione istituzionale esclude il nome e il merito del Sindaco. Perché?



























