Consiglio Comunale dell’8 novembre, il punto del centro-sinistra

L’ultima indagine condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Molfetta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, inerente il Porto di Molfetta, racconta dell’ennesimo colpo inferto alla nostra comunità da soggetti senza scrupoli. Purtroppo, con estremo dolore, siamo ancora una volta costretti a vedere la nostra città salire agli onori della cronaca per qualcosa di estremamente negativo.
Nella qualità di forze politiche espressione dell’area e della cultura progressista, civica e di centrosinistra, siamo grati ad istituzioni fondamentali quali i militari delle Fiamme Gialle e i Magistrati che con il loro incessante lavoro consentono di fare luce su atti criminosi, soprattutto quando queste azioni, come in questo caso, riguardano il nostro mare e l’ambiente.
Tantissimi cittadini ci hanno coinvolto per avere risposte chiare ed esaurienti su questa vicenda. Il peso di quelle 40.000 tonnellate di materiali non conformi al capitolato che (stando alle risultanze delle indagini) sarebbero state riversate in mare nel corso dei lavori di realizzazione del nuovo Porto, grava da settimane, ormai, sulla testa e sulle spalle di tutti i molfettesi che hanno a cuore la città. Per questa ragione, i consiglieri Comunali Gabriella Azzollini (Partito Democratico), Annamaria Gagliardi (L’Alternativa), Domenico Gagliardi (Molfetta Libera – Area Pubblica/Sinistra Italiana) e Felice Spaccavento (Rinascere), unitamente ai consiglieri comunali di tutte le altre forze di opposizione, hanno chiesto la convocazione di un Consiglio straordinario che trattasse con urgenza questa inquietante vicenda. Con questa richiesta è stato richiesto al Sindaco e all’amministrazione di riferire in particolare:
– sullo stato di avanzamento dei lavori di quelle opere coinvolte in vicende giudiziarie;
– sulla nuova indagine legata ai lavori di realizzazione del Nuovo Porto commerciale e sui lavori di completamento dello stesso nonché dei procedimenti collegati e connessi all’inchiesta principale;
– sulla gestione degli appalti pubblici e sull’organizzazione interna degli Uffici comunali. Le risposte fornite dall’amministrazione e, in particolare, dal Sindaco Tommaso Minervini su tali questioni sono state completamente deludenti. Ancora una volta solo vuota retorica autocelebrativa e tanta propaganda a buon mercato sulle magnificenze del nuovo Porto, e la solita narrazione enfatica e ridondante sulle presunte centinaia di posti di lavoro, sulla ricchezza e lo sviluppo che porterà. La verità sotto gli occhi di tutti è molto diversa: ad oggi, dopo oltre vent’anni dall’inizio di questa vicenda c’è solo un cantiere infinito in mare che ha sfigurato per sempre il nostro orizzonte. È tempo di prenderne atto. Con riferimento alla vicenda al centro della discussione, non possiamo dimenticare che il Sindaco già dal lontano 5 novembre 2020 (3 anni fa!) fosse a conoscenza di una indagine che aveva ad oggetto (tra le varie imputazioni) quella relativa al monitoraggio ambientale del nuovo porto commerciale. A questo si aggiunga che nel febbraio 2022 lo stesso Sindaco, in un comunicato stampa, aveva dichiarato che erano in corso indagini da parte della Guardia di Finanza riguardo le pietre utilizzate per formare il molo in costruzione. Ebbene nonostante queste preoccupanti notizie l’amministrazione non ha posto in essere comportamenti idonei a porre un argine a quanto stava emergendo. Il Porto di Molfetta è un grande equivoco mai risolto. Tantissime sono le domande da farsi. La prima: Perché la gestione dei lavori di completamento del Porto non torna nelle mani della Regione, visto che il nostro porto è di competenza regionale e il Comune se ne sta occupando solo a seguito di una delega del 2002? I tanti inciampi (giudiziari e non) in cui è incorsa l’opera derivano anche da una gestione lasciata nelle mani del solo Comune. Una gestione affidata ad un più alto livello amministrativo e istituzionale avrebbe probabilmente evitato molti dei problemi in cui è incorsa l’opera. Anche in sede di Consiglio Comunale l’amministrazione ha testardamente rigettato ogni possibilità di discussione su questa opportunità. Forse, oggi più che mai, è il caso di prendere atto che il Comune di Molfetta, anche per ragioni oggettive, dovute alla complessità dell’opera e alle enormi criticità che ci sono, oltre che per l’evidente incapacità della sua classe dirigente (sempre la stessa da oltre vent’anni), non è in condizione di condurre a termine quest’opera. È ormai evidente la necessità di coinvolgere la Regione Puglia in questo dibattito perché eserciti fino in fondo le sue funzioni, si riappropri della delega e con le sue strutture, i suoi uffici, le sue competenze tecniche, la sua autorevolezza e le sue capacità, conduca il Porto commerciale verso la sua completa realizzazione. L’alternativa è continuare così, a tentoni, con lavori che proseguono a singhiozzo e che chissà quando saranno ultimati definitivamente. È tempo che il Comune prenda atto di non essere in grado di portare avanti la gestione di quest’opera e chieda il supporto della Regione, titolare effettiva delle funzioni amministrative relative al Porto che sono state solo delegate al Comune. Ed ancora: qual è la vocazione del nuovo porto? A quali navi si rivolgerà? In buona sostanza, cosa se ne vuole fare? Sono domande che da anni restano senza risposte e che fanno pensare al reale rischio che ci si trovi di fronte (semmai il Porto si concluderà) ad una autentica cattedrale nel deserto.
Ciò che manca, sul Porto, così come in molte altre scelte compiute da questa Amministrazione, è una visione organica e coerente che anziché partire dalla “ossessione Porto” metta al centro il “sistema mare” della nostra città. Mettiamo al servizio del completamento del Porto e delle sue reali prospettive le migliori risorse presenti a Molfetta e a livello sovracomunale.
Il terzo quesito che si impone è il seguente: Un’opera con tali criticità e per cui è stato utilizzato materiale contrario al capitolato potrà mai ottenere il collaudo? Crediamo realmente sia complicato (per non dire impossibile) che qualcuno si assuma una tale responsabilità. Insomma è il caso di dire… 40.000 tonnellate di dubbi e paure pesano ogni giorno di più sulla comunità molfettese. E la vuota retorica del Sindaco non serve a fare chiarezza.

Le forze politiche
Partito Democratico
L’Alternativa
Molfetta Libera (Area Pubblica – Sinistra Italiana)
Rinascere

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