Nella notte tra il 25 ed il 26 febbraio di quest’anno, al seguito della processione della Croce, appuntamento annuale che segna l’inizio della Quaresima a Molfetta, non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo nelle settimane successive, pur essendoci già stati segnali preoccupanti circa il rischio di un’epidemia da Covid-19 anche in Italia; lo spettro di una contaminazione nel nostro Paese si era materializzato appena quattro giorni prima, esattamente il 21 febbraio, con il primo caso nella cittadina lombarda di Codogno, mettendo le premesse per una mai pensabile situazione quale quella in cui siamo attualmente. Dalla fine, infatti, della II Guerra Mondiale, la mia generazione e le successive sono vissute con la sensazione che mai nella nostra quotidianità avrebbe fatto irruzion...
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