C’era una volta la confraternita di San Luigi Gonzaga

Brevemente tratteggiamo la figura di questo Santo, patrono della gioventù, che la Chiesa commemora il 21 giugno di ogni anno.
Figlio del marchese Ferrante Gonzaga, nato il 19 marzo del 1568, fin dall’infanzia il padre lo educò alle armi, tanto che a 5 anni già indossava una mini corazza ed un elmo e rischiò di rimanere schiacciato sparando un colpo con un cannone. Ma a 10 anni Luigi aveva deciso che la sua strada era un’altra: quella che attraverso l’umiltà, il voto di castità e una vita dedicata al prossimo l’avrebbe condotto a Dio. A 12 anni ricevette la prima comunione da san Carlo Borromeo, venuto in visita a Brescia. Decise poi di entrare nella compagnia di Gesù e per riuscirci dovette sostenere due anni di lotte contro il padre. Libero ormai di seguire Cristo, rinunciò al titolo e all’eredità ed entrò nel Collegio romano dei gesuiti, dedicandosi agli umili e agli ammalati, distinguendosi soprattutto durante l’epidemia di peste che colpì Roma nel 1590. In quell’occasione, trasportando sulle spalle un moribondo, rimase contagiato e morì. Era il 1591, aveva solo 23 anni. È sepolto a Roma nella chiesa di Sant’Ignazio di Campo Marzio.
La statua lignea di San Luigi Gonzaga è conservata presso la parrocchia San Gennaro di Molfetta. L’iconografia lo rappresenta come un giovane novizio gesuita che stringe al petto un crocifisso e nell’atto di calpestare lo scettro e la corona, simboli di mondanità e di potere. È un’opera del 1914 dello scultore napoletano Francesco Verzella su commissione della Confraternita omonima. Francesco Verzella è anche autore delle statue lignee dell’Assunta (1809) e della Madonna del Buon Consiglio (1817). Le ultime processioni per le principali vie della città della statua di San Luigi Gonzaga risalgono al 1986 e al 1988 (Foto di F. Stanzione), con devota partecipazione di un folto numero di giovani confratelli (a quell’epoca si contavano circa un centinaio di iscritti). La Confraternita fu istituita nel 1788 da Mons. Gennaro Antonucci Vescovo e fu dichiarata estinta il 12 novembre 2011 da Mons. Luigi Martella dopo un lungo periodo di inattività. Infatti, il Vescovo Martella, avvalendosi della facoltà concessa dal canone 120 §1 del Codice di Diritto Canonico, con proprio decreto dispose l’estinzione del pio sodalizio. Inoltre, dispose che la cappella funeraria ubicata nel Cimitero monumentale di Molfetta ed eventuali altri beni appartenenti alla Confraternita, fossero devoluti alla parrocchia S. Gennaro. L’attuale parroco della parrocchia San Gennaro, Mons. Sergio Vitulano, prima della cassazione del pio Sodalizio aveva cercato di ripristinare la devozione con la celebrazione del triduo in onore del Santo. Ma anche questo tentativo non produsse gli auspici sperati, per cui oggi non ci resta che la consolazione di conservare nella parrocchia San Gennaro un’opera scultorea verzelliana di notevole valore artistico. Nel 2016 l’antica scultura lignea è stata restaurata dalla restauratrice Tiziana Benedetta Fantastico a cura del Rotary Club di Molfetta.

Cosmo Tridente

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