L’entusiasmo per la restituzione alla collettività dell’area di Via dei Viaggianti era durato il tempo di un comunicato stampa. Lo sgombero del campo nomadi insediato nella zona industriale, eseguito su iniziativa della Polizia Locale – si legge nel comunicato di Fratelli d’Italia – “nonostante lo scarso spirito collaborativo degli occupanti”, era stato salutato dal partito come una vittoria di sicurezza e salute pubblica. È bastata una segnalazione di alcuni residenti, pochi giorni dopo, a ridimensionare i toni: il campo non è scomparso, si è solo spostato.
A darne notizia è il coordinatore cittadino e consigliere comunale Adamo Logrieco, che secondo quanto riferito dal partito avrebbe constatato – anche grazie a un video circolato sui social – il trasferimento dell’insediamento all’interno dell’area di cantiere per i lavori del nuovo porto, nei pressi del ponte alle spalle della Basilica della Madonna dei Martiri. Un cambio di indirizzo che porta la baraccopoli non più ai margini della città , ma a ridosso di uno dei suoi quartieri e di uno dei suoi cantieri più identitari.
Per Fratelli d’Italia si tratta di un aggravamento, non di una soluzione. Nel comunicato firmato dal vice-coordinatore cittadino e portavoce Corrado Rana (nella foto), il circolo “Norma Cossetto” parla di una situazione che “rischia di aggravare ulteriormente” un contesto già segnato da “problematiche di sicurezza, igiene e decoro”, ora spostato a ridosso del quartiere Madonna dei Martiri. Il comunicato segnala inoltre la presenza, all’interno del campo, di alcuni minori che il partito definisce in una condizione di “forte vulnerabilità ”, un dettaglio che sposta, almeno sulla carta, parte dell’accento dal registro securitario a quello dell’emergenza sociale.
Da qui la duplice richiesta rivolta da Rana all’amministrazione: un “pronto intervento” di Sindaco, assessori competenti e servizi sociali comunali sul fronte assistenziale, e contestualmente un’azione “urgente” delle forze dell’ordine per lo sgombero definitivo dell’insediamento – tanto più, sottolinea il comunicato – trattandosi dell’area di cantiere di “un’opera pubblica fondamentale per Molfetta”.
Resta da vedere se il nuovo corso amministrativo di Palazzo Giovene risponderà con la stessa rapidità con cui il campo, evidentemente, cambia indirizzo.

























