L’estate che si sta per concludere ha riproposto, ancora una volta, «il tema dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti alle temperature estreme». Un tema che la CGIL denuncia da anni e che gli ultimi episodi di cronaca continuano purtroppo a confermare «come drammaticamente attuale».
Ieri, 25 agosto, Molfetta ha toccato i 41,5 gradi, «l’ennesimo picco di un’estate che si conferma tra le più torride degli ultimi anni». «Non si tratta di un disagio passeggero», sottolinea il comunicato di CGIL a firma del coordinatore molfettese Michele Jacono, ricordando che, secondo i dati riportati da Il Fatto Quotidiano, dall’inizio dell’estate 2026 si contano già 20 morti sul lavoro per malori legati alle alte temperature, «un numero superiore ai 17 registrati nell’intera estate 2025», nonostante le ordinanze regionali in vigore in 18 Regioni italiane.
A livello nazionale, inoltre, la Puglia è collocata insieme ad altre cinque regioni in «zona rossa» per incidenza di infortuni mortali sul lavoro. «Sono numeri che raccontano un’emergenza reale, non percepita», evidenzia la CGIL Molfetta, che rivolge «un appello diretto alle istituzioni e alle imprese del nostro territorio molfettese».
La Regione Puglia, con l’Ordinanza n. 321 del 29 maggio 2026, ha stabilito il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto, o in ambienti privi di adeguata ventilazione o climatizzazione, nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00, nelle giornate in cui il sistema Worklimate (INAIL-CNR) segnala un livello di rischio «alto» per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisicamente intense.
Il provvedimento, valido fino al 15 settembre 2026, riguarda in particolare «i settori dell’agricoltura, dell’edilizia, delle cave, del florovivaismo, della logistica e delle consegne su due ruote» e prevede sanzioni ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale per chi non lo rispetta.
«Come CGIL di Molfetta chiediamo che questa ordinanza non resti sulla carta», anche in previsione delle elevate temperature attese venerdì e sabato prossimo. «Troppo spesso, nei cantieri, nelle campagne e nei piazzali logistici del nostro territorio, il rispetto di queste tutele viene lasciato alla discrezionalità dei singoli datori di lavoro, mentre dovrebbe essere una regola non negoziabile a tutela della vita delle persone». Per questo la CGIL rivolge «un appello preciso alle aziende e ai datori di lavoro del territorio», affinché consultino quotidianamente le previsioni di rischio su Worklimate e sospendano le attività all’aperto nelle giornate e nelle fasce orarie previste, «riorganizzando i turni, garantendo pause in aree ombreggiate, idratazione costante e sorveglianza sanitaria per i lavoratori più vulnerabili».
Al Comune di Molfetta viene chiesto «un ruolo attivo di vigilanza e sensibilizzazione sul territorio», anche attraverso gli organi competenti, e di essere, nei propri appalti e cantieri pubblici, «il primo a dare l’esempio nel rispetto della normativa». Agli enti di controllo, invece, la richiesta è di «intensificare le verifiche nei settori più esposti, dall’edilizia all’agricoltura, dalla logistica alle consegne a domicilio».
La CGIL Molfetta ritiene, quindi, che «la tutela della salute dei lavoratori debba essere una priorità stabile, non un’emergenza da gestire anno dopo anno con provvedimenti tampone» e ribadisce che «la sicurezza dei lavoratori deve venire prima della produttività». «Per questo continueremo a vigilare e denunciare perché nessun turno di lavoro vale la vita di un lavoratore».



























