Qualche giorno fa abbiamo letto un comunicato stampa della Polizia Locale con cui si informava la cittadinanza di un’importante operazione antidroga culminata con l’arresto di due presunti spacciatori, uno dei quali minorenne.
La riflessione che nasce spontanea non riguarda tanto il merito dell’operazione – che, se condotta correttamente e culminata con arresti convalidati dall’Autorità giudiziaria, rappresenta certamente un risultato investigativo rilevante – quanto piuttosto le priorità operative e il ruolo istituzionale della Polizia Locale all’interno di una comunità come Molfetta.
Leggendo il comunicato, si percepisce la volontà del Comando di evidenziare una capacità investigativa che va oltre le tradizionali funzioni attribuite, nell’immaginario collettivo, alla Polizia Locale. Si parla infatti di una “complessa e articolata attività di polizia giudiziaria”, fatta di osservazioni, controlli, pedinamenti e culminata nell’individuazione di un presunto centro di smistamento della droga. Si tratta di attività che la legge consente certamente alla Polizia Locale di svolgere, soprattutto quando opera come polizia giudiziaria sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria.
Tuttavia, il dubbio può essere sintetizzato in una domanda: mentre si investono risorse umane e tempo in attività investigative antidroga, viene garantita con la stessa efficacia la missione quotidiana che i cittadini si aspettano dalla Polizia Locale?
Se sul territorio risultano diffusi fenomeni di abusivismo commerciale, occupazioni irregolari di suolo pubblico, carenze nei controlli annonari e igienico-sanitari, verifiche insufficienti sulle autorizzazioni dei pubblici esercizi, della movida e delle discoteche, allora è inevitabile che una parte della cittadinanza si chieda se le priorità siano correttamente bilanciate. La percezione della sicurezza urbana non dipende soltanto dall’arresto di spacciatori, ma anche dalla presenza costante degli agenti nelle strade, dal rispetto delle regole da parte delle attività economiche e dalla capacità dell’amministrazione di contrastare quelle illegalità diffuse che incidono quotidianamente sulla qualità della vita.
C’è poi un secondo profilo, più delicato. Il comunicato sottolinea la collaborazione con l’Autorità giudiziaria, ma non fa alcun riferimento a eventuali attività coordinate con le altre forze di polizia presenti sul territorio. In materia di contrasto agli stupefacenti operano abitualmente anche Carabinieri e Guardia di Finanza, spesso attraverso indagini di più ampio respiro. In linea generale, la massima efficacia investigativa si ottiene quando le informazioni vengono condivise e le attività coordinate, evitando sovrapposizioni o possibili interferenze che potrebbero incidere su accertamenti più estesi.
Il comunicato sembra voler accreditare l’immagine di una Polizia Locale protagonista nella lotta al traffico di droga, ma non fornisce alcun elemento sulle attività ordinarie di controllo del territorio e sul contrasto alle numerose forme di illegalità diffusa che interessano la città. Ciò può generare la percezione che si vogliano enfatizzare risultati mediaticamente più visibili, trascurando quei compiti quotidiani sui quali i cittadini misurano concretamente l’efficienza e l’utilità del servizio.
Nessuno mette in discussione l’importanza del contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. La vera questione è un’altra: quale equilibrio esiste tra queste attività straordinarie e le funzioni ordinarie che rappresentano la missione principale della Polizia Locale? È una domanda legittima che merita una risposta altrettanto chiara. La città ha bisogno di una Polizia Locale capace di fare entrambe le cose: contribuire alla sicurezza pubblica quando necessario, ma senza mai rinunciare alla presenza quotidiana sul territorio, ai controlli amministrativi, alla tutela del decoro urbano e al rispetto delle regole che incidono direttamente sulla vita dei cittadini.
In questa prospettiva, appare auspicabile che la nuova amministrazione comunale proceda a una riorganizzazione del Corpo, definendo priorità chiare e restituendo centralità a quelle attività che rappresentano il primo e più immediato presidio di legalità per la comunità.



























