Una lettera di scuse indirizzata alla Prefettura, firmata non dall’Amministrazione comunale ma da sette consiglieri di opposizione. È quanto accaduto nei giorni scorsi, dopo che Molfetta è risultata assente all’incontro convocato dal Prefetto di Bari, Rossana Riflesso, con i sindaci dei Comuni dell’Area Metropolitana.
A firmare il documento, datato 11 settembre, sono Robert Amato, Sergio de Candia, Girolamo Victor Lanza, Pietro Mastropasqua, Nicola Piergiovanni, Giacomo Rossiello e Vincenzo Spadavecchia. Nella lettera i consiglieri esprimono quelle che definiscono le “più sincere scuse per l’assenza della nostra città ” all’incontro, sottolineando come un’occasione di confronto istituzionale di quel tipo “non avrebbe dovuto vedere la città di Molfetta assente”.
I firmatari lasciano aperta la strada dell’indulgenza, ipotizzando che si sia trattato “soltanto di una leggerezza, di superficialità o, più semplicemente, dell’inesperienza di una Amministrazione comunale appena insediata”. Ma è proprio questo, osservano, il punto. Trattandosi di una giunta al suo esordio, sarebbe stato ancora più importante cogliere l’occasione di confronto su temi che toccano da vicino la vita quotidiana dei cittadini.
Il cuore della lettera è la sicurezza urbana, indicata come “una delle principali esigenze avvertite dalla comunità molfettese”. I consiglieri elencano con crudezza i fenomeni che alimentano la preoccupazione cittadina: risse, episodi di vandalismo, gruppi di giovanissimi protagonisti di comportamenti preoccupanti e, scrivono, “episodi gravissimi che hanno visto persino l’uso delle armi e la perdita di vite umane”. Una somma di fattori che, sottolineano, genera nei cittadini non solo una domanda di maggiore sicurezza, ma “una crescente percezione di insicurezza”.
Proprio in questo contesto, spiegano i firmatari, l’incontro promosso dal Prefetto assumeva un peso particolare, un’occasione per rafforzare il dialogo tra Prefettura e Comuni, resa ancora più significativa dall’annunciata istituzione di un Osservatorio sullo stato della Provincia, strumento che i consiglieri definiscono utile per “conoscere meglio le dinamiche dei territori, individuare le criticità e costruire risposte coordinate”.
La lettera non usa mezzi termini nel descrivere il vuoto lasciato da Molfetta al tavolo di Bari: assente il sindaco Manuel Minervini, “impegnato in un viaggio istituzionale verso Hoboken”; assente il vicesindaco; assente, soprattutto, “alcun delegato dell’Amministrazione comunale”. Una circostanza che, scrivono i consiglieri, “rischia inevitabilmente di trasmettere all’esterno un’immagine di scarsa attenzione nei confronti di un momento istituzionale di così particolare rilievo”. E aggiungono, netti: “Non è questo il messaggio che Molfetta intende dare”.
Pur muovendosi da opposizione, i sette consiglieri tengono a chiarire il senso dell’iniziativa: non un tentativo di sostituirsi all’Amministrazione comunale, cosa che, scrivono, “non intendono, né possono fare”. Piuttosto, un richiamo a un principio che ritengono superiore alle appartenenze politiche, ossia che davanti a questioni delicate come sicurezza e legalità , “le istituzioni debbano essere capaci di andare oltre le appartenenze politiche e lavorare insieme nell’interesse esclusivo della comunità ”.
La lettera si chiude con un auspicio esplicito: che l’assenza registrata resti “un episodio isolato” e che, dai prossimi appuntamenti istituzionali, Molfetta possa essere “pienamente e autorevolmente rappresentata” nei tavoli dove si discute il futuro del territorio.

























