Una nuova indagine della Procura di Trani, coordinata dal procuratore Renato Nitti e dal pm Pasquale Festa, si abbatte sulla nostra città e in particolare su di un ramo d’azienda dell’Asm Molfetta. Questa volta la pista investigativa seguita è partita da un precedente sequestro nei confronti di un’altra azienda del settore rifiuti, la Trasmar di Barletta. Gli investigatori hanno scoperto che tra il 2017 e il 2023 l’Asm Molfetta avrebbe ricevuto beni e denaro provenienti da operazioni irregolari a danno della Trasmar poi finita in liquidazione.
I militari della Guardia di Finanza hanno accertato «una gestione difforme rispetto all’autorizzazione per la raccolta di rifiuti, risultati, peraltro, in stato di abbandono e, di fatto, creando una discarica non autorizzata».
Per questo all’Asm è stata contestata la responsabilità amministrativa dell’Ente «per non aver adottato e attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie, alla luce del significativo incremento dei costi».
Gli indagati sono sette (più la stessa società pubblica): Adele Claudio, presidente Asm, gli ex presidenti Vito Corrado Paparella, e Antonello Zaza, il direttore generale facente funzioni Filippo Vernola, l’ex dg Silvio Binetti, Ruggiero Rosario Bruno, ex socio accomandatario Trasmar e Paolo de Palma ex amministratore Trasmar. Rispondono a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, oltre che di reati ambientali.
Dalle indagini della Finanza è emersa traccia di una sorta di “parentopoli”. Dopo il fallimento della Trasmar e prima del passaggio di gestione c’è stato un aumento del personale da 21 unità a 47. Tutti i 47 dipendenti afferenti il ramo d’azienda sito in Molfetta erano passati alle dirette dipendenze della ASM. Tra loro ci sarebbe stata la sorella dei principali soci di Trasmar, e anche un ex presidente dell’Asm, Paolo Ragno ex consigliere comunale e marito di un’attuale consigliera comunale (ora decaduta), noto a Molfetta come salumiere e assunto come direttore dell’impianto di selezione.
L’inchiesta resta nella fase delle indagini preliminari: la colpevolezza degli indagati dovrà essere accertata in sede di processo nel pieno contraddittorio tra le parti.
A tal proposito è stata diffusa una nota ufficiale della Presidente Avv. Adele Claudio per chiarire la propria posizione e quella dell’attuale Direzione. Il provvedimento giudiziario riguarda esclusivamente il ramo d’azienda “impianto” ed è finalizzato a chiarire i rapporti commerciali intercorsi tra ASM (impianto) e la società Trasmar S.r.l. (attualmente in liquidazione) nel periodo compreso tra il 2015 e il 2022.
«Il mio nome e quello del Direttore Facente Funzione, Dott. Filippo Vernola, non risultano in alcun modo coinvolti o attinti da ipotesi di bancarotta fraudolenta» – precisa l’Avv. Claudio. «Il nostro Consiglio di Amministrazione si è insediato soltanto il 31 ottobre 2022, in un momento successivo rispetto ai fatti oggetto di indagine».
La Presidente sottolinea inoltre la propria condotta corretta e trasparente: «Abbiamo sempre agito con coscienza, lealtà e assoluta onestà professionale. Ritengo necessario ribadire questi elementi per fugare ogni possibile equivoco o sospetto sul nostro operato».



























