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“Ascolta ciò che lo Spirito dice”

Pubblicata oggi la Lettera Pastorale del Vescovo mons. Domenico Cornacchia

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ƈ disponibile la Lettera Pastorale del Vescovo mons. Domenico Cornacchia. Pubblicata da Luce e Vita nella Collana ā€œMagistero del Vescovoā€, ha per titolo: ā€œAscolta ciò che lo Spirito dice. Lettera alla Chiesa che ĆØ in Molfetta, Ruvo, Giovinazzo, Terlizziā€.
Questa Lettera per il 2025 si colloca in un momento particolarmente significativo per la Chiesa universale e per la comunitĆ  diocesana. Con l’indizione del Giubileo della Speranza da parte di Papa Francesco e la conclusione della fase profetica del cammino sinodale, la Chiesa ĆØ chiamata a un discernimento profondo, a individuare nuove strade per il proprio cammino e a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo.
Nel suo messaggio, il Vescovo esorta i fedeli a vivere questo tempo come un’opportunitĆ  di rinnovamento. Il Giubileo non ĆØ solo un evento ecclesiale, ma un invito a un pellegrinaggio interiore, a riscoprire la fede come un cammino che ha bisogno di momenti di grazia per rinvigorire la speranza. Allo stesso tempo, la Chiesa italiana si avvia alla conclusione del percorso sinodale, un cammino di comunione, partecipazione e missione che ha permesso di riflettere su come essere una comunitĆ  capace di accompagnare le donne e gli uomini del nostro tempo. Anche la Chiesa di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi ĆØ chiamata a prendere decisioni concrete per il futuro, attraverso il discernimento comunitario dei vari organismi di partecipazione, affinchĆ© le scelte pastorali non restino solo parole, ma diventino azioni vive e concrete.
Al centro della lettera c’è la consapevolezza che senza la forza dello Spirito Santo la Chiesa rischia di diventare una semplice istituzione umana, priva di quella spinta missionaria che la rende viva. Per questo motivo, il Vescovo invita a riscoprire la ā€œconversazione nello Spiritoā€, un metodo di discernimento comunitario che aiuta a prendere decisioni pastorali non basate solo su logiche umane, ma ascoltando ciò che Dio dice attraverso il confronto, la preghiera e la riflessione condivisa
Un altro elemento fondamentale della lettera ĆØ il richiamo alle tre parole chiave del Sinodo: comunione, partecipazione e missione. La comunione ĆØ il cuore della vita cristiana, perchĆ© nessuna comunitĆ  può dirsi autentica se non vive l’unitĆ  che viene dalla TrinitĆ . Spesso, nelle realtĆ  parrocchiali, si corre il rischio di chiudersi nel proprio piccolo mondo, dimenticando che la Chiesa ĆØ una rete di relazioni che va oltre i confini delle singole parrocchie. Lavorare insieme, condividere la formazione, collaborare nella pastorale ĆØ una sfida che richiede umiltĆ , ma che porta frutti abbondanti. La partecipazione ĆØ altrettanto essenziale: la Chiesa non ĆØ fatta solo dai sacerdoti e dagli operatori pastorali, ma da tutto il popolo di Dio. Troppo spesso, però, molte persone si sentono escluse o non coinvolte attivamente nella vita della comunitĆ . L’invito ĆØ a cambiare mentalitĆ , a passare da una Chiesa che organizza eventi per pochi a una comunitĆ  che si prende cura di tutti, dove ciascuno può sentirsi parte attiva. Infine, la missione ĆØ il grande orizzonte che deve guidare ogni azione ecclesiale. Papa Francesco parla spesso di una ā€œChiesa in uscitaā€, che non rimane chiusa nelle proprie sicurezze, ma che porta il Vangelo nei luoghi della vita quotidiana. Non si tratta solo di organizzare iniziative missionarie, ma di avere un atteggiamento di apertura e disponibilitĆ  verso il mondo, testimoniando con la vita la bellezza dell’incontro con Cristo.
Nel cuore della lettera c’è anche un forte invito a camminare insieme come pellegrini di speranza. Il Vescovo richiama l’episodio dei discepoli di Emmaus per sottolineare che il cammino della Chiesa ĆØ un cammino comunitario, in cui nessuno ĆØ lasciato solo. Il Sinodo ha mostrato la bellezza di questa esperienza e ha aiutato la comunitĆ  diocesana a riscoprire il valore dell’ascolto, del confronto e della condivisione. Mons. Cornacchia invita a non perdere questo stile, a evitare il rischio di ripiegarsi sulle proprie difficoltĆ , e a guardare con fiducia al futuro, sostenuti dalla consapevolezza che il Signore cammina accanto a noi.
Nella parte più personale della lettera, il Vescovo condivide dieci verbi che hanno accompagnato il suo ministero episcopale. Pregare, servire nella gioia, accogliere, ascoltare, accompagnare, attendere, avere fiducia, sperare, meravigliarsi ed essere grati sono le parole che sintetizzano il suo percorso di pastore. ƈ una riflessione che assume un valore particolare, perchĆ© coincide con la conclusione del suo mandato come guida della Diocesi. Con queste parole, Mons. Cornacchia non solo traccia un bilancio del suo episcopato, ma offre anche un’ereditĆ  per la comunitĆ  che ha servito con dedizione.
La lettera si chiude con un’esortazione a vivere il Giubileo non come semplici spettatori, ma come veri pellegrini della speranza. La speranza, sottolinea il Vescovo, non ĆØ solo un sentimento umano, ma una virtù teologale, un dono che ci permette di affrontare il futuro con fiducia. La Chiesa ĆØ chiamata a scrutare i segni dei tempi e a interpretarli alla luce del Vangelo, senza lasciarsi sopraffare dalle difficoltĆ , ma cercando sempre nuove vie per annunciare Cristo.
Questa Lettera Pastorale vuole essere un invito forte e chiaro alla comunità diocesana: ascoltare ciò che lo Spirito dice e rispondere con coraggio, con fede e con una speranza rinnovata. Un documento che offre orientamenti per il cammino della Chiesa locale e che richiama tutti, pastori e fedeli, alla responsabilità di costruire insieme una comunità più fraterna, più aperta e più missionaria.

 

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