Venerdì 17 aprile, a partire dalle ore 21, l’associazione Envy di Molfetta ospiterà l’evento di presentazione del brano Armi e Fucili e del relativo videoclip, interpretato da Zio Pino e Fido Guido e prodotto da South Love Vibration.
In occasione del trentesimo anno di attività, la crew South Love Vibration pubblica un brano reggae che si pone come critica alla follia della guerra. Il progetto nasce in collaborazione con Kuoni Music e con il chitarrista Saverio “Rio” De Palma, ed è cantato in un mix di dialetto molfettese-barese e tarantino.
Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Claudia Loré e girato al Palazzo della Musica Don Salvatore Pappagallo. Nel video è presente anche la compagnia teatrale Il Carro dei Comici, diretta dall’attore Francesco Tammacco.
Durante la serata sono previsti: la proiezione del videoclip, l’esibizione dal vivo di Zio Pino e Fido Guido, le selezioni musicali di Papa Miky e le danze giamaicane della dancer Giessicah.
Claudia Loré, regista e videomaker originaria di Bari, con formazione accademica in cinema e comunicazione e laureata alla IULM di Milano in Cinema, Televisione e New Media, sviluppa un linguaggio che unisce ricerca visiva e produzione contemporanea. Il videoclip di Armi e Fucili nasce come riflessione critica sul linguaggio della comunicazione contemporanea: viviamo immersi in un flusso incessante di immagini, spesso legate alla guerra e alla violenza, che rischiano di normalizzare il male e creare distanza emotiva.
Il video si oppone a questa narrazione dominante, rifiutando la rappresentazione diretta della violenza e proponendo invece un racconto simbolico, incentrato sul tema dell’incomunicabilità, soprattutto tra generazioni. I più giovani si trovano spesso soli di fronte a una realtà complessa e difficile da comprendere; in questo contesto, la musica diventa un linguaggio universale e resistente, capace di unire, superare le distanze e restituire speranza.
In questo percorso si inserisce anche il riferimento a Il linguaggio della montagna di Harold Pinter, pièce teatrale che dialoga con il testo della canzone, mettendo al centro il potere esercitato senza controllo da militari contro persone comuni, disarmate e umiliate. Di fronte a tutto questo, l’arte e la musica restano strumenti di opposizione e coesione.



























