«C’è del marcio in Danimarca». La celebre frase dell’Amleto di William Shakespeare – pronunciata da Marcello nell’Atto I, Scena IV – è entrata nel linguaggio comune per indicare il sospetto che qualcosa di oscuro o poco chiaro stia accadendo.
In queste ore, un video diffuso dal quotidiano online Quinto Potere sulle assunzioni di ARCA Puglia sta alimentando un clima simile: insinuazioni, sospetti, ombre. Un racconto che rischia di gettare discredito non solo sulle persone direttamente coinvolte – tra cui Piero de Nicolo – ma sull’intero Partito Democratico.
È bene però mantenere lucidità e senso delle proporzioni.
Innanzitutto, allo stato attuale si tratta di illazioni tutte da verificare. Non esistono sentenze, non esistono accertamenti definitivi, non esistono pronunciamenti della magistratura. In un Paese che si fonda sullo Stato di diritto, il principio di presunzione di innocenza non può valere a intermittenza, a seconda della convenienza politica o mediatica.
In secondo luogo, anche qualora emergessero irregolarità nell’espletamento dei concorsi, si tratterebbe di responsabilità personale non collettiva, ed è giusto che, in tal caso, sia il diretto interessato a risponderne nelle sedi competenti perché non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio.
Al circolo di Molfetta, come nel Partito Democratico in generale, sono iscritti uomini e donne di provata onestà , che dedicano tempo ed energie alla politica per senso civico e per impegno verso la comunità . Assimilare un intero partito a presunte condotte individuali, ancora tutte da dimostrare, significa colpire indiscriminatamente una comunità politica ampia e plurale.
Il dibattito pubblico ha bisogno di verità , non di suggestioni. Di fatti, non di ombre agitate per alimentare sfiducia generalizzata.
Se ci sono irregolarità , vengano accertate. Se ci sono responsabilità , vengano individuate. Ma la giustizia non può essere sostituita dal tribunale mediatico, né il confronto politico può trasformarsi in delegittimazione collettiva.
In politica, come nella vita pubblica, la misura e il rispetto delle persone restano il primo argine contro il discredito indiscriminato.
Pietro Capurso
Iscritto al Partito Democratico


























