E così abbiamo messo piede nell’ultimo anno di questo quarto di secolo, il primo del terzo millennio. A guardarlo adesso, tutto sommato, potrebbe venire meno perfino l’amarezza che solitamente ci assale quando ci rendiamo conto del tempo vissuto e perduto che ci lasciamo alle spalle. Ovviamente mi riferisco alle stagioni attraversate dai cambiamenti sociali, politici, economici e sanitari, tutt’altro che positivi. Non c’è soddisfazione, non può esserci, per la mancanza di un progresso universale che abbracci collettivamente gli ambiti menzionati e che porti pace, diritti, lavoro e libertà fino all’ultimo anfratto di questa terra. Quello che stiamo attraversando, e vivendo, è il tempo della precarietà sotto tutti i punti di vista, aspetti e cause da ricercare e analizzare solo e soltanto ne...
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