Negli anni 2018-2019, la sede della Polizia Locale (ex sede dei Giudici di Pace) è stata oggetto di ristrutturazione interna per accogliere il Comando Polizia Locale che si trasferiva dalla loro vecchia sede (Corso Margherita di Savoia 10) Al piano seminterrato era prevista una piccola “cella di sicurezza”, mentre non era prevista una “sala interrogatori”.
Nelle ultime settimane il Comandante della Polizia Locale ha ritenuto opportuno inviare una PEC, al Dirigente del settore lavori pubblici, per chiedere la realizzazione di una nuova camera di sicurezza a norma e una sala interrogatori. Probabilmente stimolato dal nuovo “decreto sicurezza” del Governo centrale?
L’ufficio comunale preposto alla progettazione dei lavori ha immediatamente redatto un preventivo estimativo pari a circa € 138.000, che si è concretizzato nella Determinazione Dirigenziale n. 717 del 3.6.2025.
Naturalmente in questo preventivo sono incluse altri lavori necessari: il ripristino di intonaci, la pitturazione di alcuni locali, la modifica di alcuni servizi igienici ivi presenti, la realizzazione di un impianto fotovoltaico a servizio della struttura e integrazioni alle telecamere di sicurezza. I lavori, però, procederanno per piccoli lotti dal momento che il bilancio comunale non è stato approvato e non si sa se sarà mai approvato in questa legislatura.
Insomma, il Comando della Polizia Locale di Molfetta, al di là di questi intoppi burocratici, sta assumendo sempre più l’aspetto di una caserma, sia dal punto vista strutturale che funzionale.
Dopo l’armamento degli agenti, si prospetta ora anche la possibilità di procedere più agevolmente al fermo, all’interrogatorio e all’arresto del malcapitato di turno? Già nell’ottobre scorso, quando il direttore Sergio Magarelli intervistò il Comandante Aloia, quest’ultimo lanciò un messaggio ai molfettesi affermando che “la Polizia Locale è cambiata e ha avuto un’evoluzione. I “Vigili Urbani” di una volta non ci sono più, ora c’è una Polizia Locale moderna, più efficace e agenti più propensi a fare i poliziotti, e quindi di conseguenza aumenta la repressione”.
Sono dichiarazioni importanti, che potrebbero far pensare a una Polizia Locale intenzionata a sostituirsi alle funzioni della Polizia di Stato?
C’è un rischio in questa ipotetica evoluzione! Giocando troppo a “guardie e ladri”, si perderebbero di vista le funzioni primarie della Polizia Locale che non vengono svolte ordinariamente dalle altre Forze dell’Ordine. Gli Agenti di Polizia Locale, oltre alle tante altre mansioni ordinarie, dovrebbero provvedere a vigilare sull’osservanza dei Regolamenti Comunali, ordinanze sindacali con particolar riferimento alla polizia urbana, edilizia, commercio, annona, igiene e sanità pubblica e tutela ambientale.
Negli ultimi anni, da quando è stato approvato il nuovo Regolamento della Polizia Locale di Molfetta, nel 2018, alcune funzioni specifiche sono confluite in altre fino al loro indebolimento. Il risultato è davanti agli occhi di tutti i cittadini.
Gli Agenti di Polizia Locale sono chiamati molto spesso a fare cassa con le sanzioni ordinarie (divieti di sosta) molto repressive. Lo stesso Comandante Aloia, sempre nella stessa intervista diceva: “Siamo meno tolleranti rispetto a prima, perché prima si fischiava, si chiedeva, si aspettava. Sul Codice non c’è scritto che dobbiamo fischiare prima di fare una sanzione. Quindi oggi facciamo rispettare le regole. Siccome il caos era dilagante, dovevamo mettere delle regole. Solo con la sanzione, con la deterrenza della repressione si hanno dei risultati”.
In linea di principio si potrebbe essere d’accordo con il Comandante Aloia, ma nella pratica quotidiana questo richiamo al “rispetto delle regole” deve valere non solo con i deboli ma soprattutto con i più forti, arroganti o raccomandati.
Il comandante Aloia, spesso, esprime pareri anche con prescrizioni ben chiare, rispetto alla richiesta di autorizzazioni per frutterie, dehors e occupazioni di suolo pubblico in genere. Ma a quelle prescrizioni spesso non seguono le dovute verifiche. Per mancanza di tempo e uomini? Pertanto, oggi, abbiamo un abusivismo “istituzionalizzato” dilagante. Con possibili coperture politiche? Ai cittadini piacerebbe avere un Comando di Polizia Locale inflessibile e autonomo nella sua attività di “repressione”. Molfetta, specialmente in questa fase storica molto confusa, ha bisogno di punti di riferimento chiari e il Comandante Aloia deve decidere da che parte stare. Quindi, se sono proprio necessarie, ben vengano le “celle di sicurezza” o le “sale per interrogatori”, ma che siano utilizzate non solo per i comuni pregiudicati ma anche e soprattutto per i colletti bianchi, dirigenti e dipendenti infedeli. E prima ancora di tutto questo, deve prevalere l’azione di prevenzione nel continuo e quotidiano rispetto delle regole senza ingerenze della politica.



























