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A due mesi dal voto, solo silenzi e manovre

In poche parole: Molfetta ha diritto di sapere, subito, chi vuole governarla, con chi e soprattutto per fare cosa

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A due mesi dal voto, Molfetta assiste a uno spettacolo che con la politica ha sempre meno a che fare. Coalizioni incerte, candidati non dichiarati, programmi assenti. La città aspetta, i partiti indugiano. E più passano i giorni, più prende corpo l’idea che il vero confronto non sia sui problemi di Molfetta, ma sugli equilibri da sistemare.
Dei programmi, naturalmente, nemmeno l’ombra. E forse non è un caso, perché i programmi costringono a dire cose precise, a metterci la faccia, a prendere impegni. Molto più comodo restare nel vago, galleggiare nei retroscena, tenere tutto aperto fino all’ultimo. È la politica del rinvio, che non produce visione ma solo opacità.
In mezzo a questo pantano continua a muoversi il Partito Democratico, che resta il grande irrisolto della partita. Non una linea chiara, non una scelta netta, non un profilo riconoscibile. Solo una presenza sospesa, abbastanza per condizionare tutti, troppo poco per assumersi fino in fondo una responsabilità politica.
Intanto, sui social, attorno a Mastropasqua avanza un corteo rumoroso e trasversale. Lo difendono, lo spingono, lo blindano voci di ogni provenienza, da sinistra a destra, come se le appartenenze fossero diventate dettagli secondari. Non si vede una convergenza ideale, si intravede piuttosto il solito traffico di aspettative, collocazioni, convenienze, piccoli e grandi interessi in cerca d’autore. E allora la domanda è semplice: dov’è la città in tutto questo? Dov’è Molfetta nei discorsi di chi chiede fiducia senza ancora dire davvero per fare cosa? Perché il punto non è soltanto sapere chi sarà candidato, è capire quale idea di governo, quale maggioranza, quale serietà si intenda mettere in campo.
La Pasqua è ormai vicina, e viene fin troppo facile chiedersi se almeno nelle uova ci sarà finalmente la sorpresa delle candidature. Ma oltre l’ironia resta il nodo politico vero, Molfetta ha diritto di sapere, subito, chi vuole governarla, con chi e soprattutto per fare cosa.

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