Il 7 luglio non è mai una data qualunque per la comunità di Molfetta. Quest’anno, la ricorrenza del 34° anniversario dell’assassinio del sindaco Gianni Carnicella – ucciso nel 1992 per essersi opposto all’arroganza della criminalità organizzata – porta con sé un profondo significato di svolta istituzionale e un forte richiamo alla coscienza civile di tutta la cittadinanza.
La memoria del sindaco Carnicella torna al centro del dibattito pubblico dopo le forti tensioni dello scorso anno. Durante il 33° anniversario, infatti, gli eredi della famiglia Carnicella scelsero di non presenziare alla cerimonia istituzionale. Attraverso una lettera ufficiale indirizzata all’allora vicesindaco Nicola Piergiovanni e un duro comunicato stampa, la famiglia motivò la propria assenza evidenziando l’incompatibilità morale nel condividere la piazza con l’amministrazione dell’ex sindaco Tommaso Minervini, a causa delle vicende giudiziarie che avevano interessato quest’ultimo. Per la famiglia, le celebrazioni rischiavano di ridursi a una parata di circostanza, lontana dai reali valori di trasparenza incarnati da Gianni.
Oggi lo scenario politico cittadino è profondamente mutato. Con l’elezione del nuovo sindaco Manuel Minervini, alla guida di una giunta che ha fatto della rigenerazione etica e culturale il proprio manifesto, il Palazzo di Città punta a dare un segnale di netta rottura rispetto alle passate stagioni politiche, almeno si spera. Al momento non è ancora nota la scelta ufficiale che gli eredi Carnicella intenderanno manifestare per questa nuova cerimonia, ma l’attenzione resta altissima.
Il primo tangibile segnale del cambiamento impresso dalla nuova amministrazione riguarda la scelta dell’orario della commemorazione sul sagrato della Chiesa di San Bernardino. Dopo decenni in cui il momento del ricordo istituzionale si è tenuto alle 13.30, quest’anno il sindaco Manuel Minervini ha voluto spostare la cerimonia alle 14.30.
Non si tratta di una semplice modifica logistica, ma di un atto dal forte valore simbolico: le 14.30 rappresentano infatti il momento esatto in cui, quel tragico 7 luglio 1992, il sindaco Carnicella venne mortalmente ferito. Riportare le lancette della memoria all’ora esatta dell’accaduto serve a ricreare un legame indissolubile con la verità storica di quel giorno, ricordando il prezzo altissimo pagato da un uomo rimasto troppo solo nella difesa delle istituzioni.
Per questa ragione, l’invito più importante non è rivolto solo alle autorità, ma a tutti i molfettesi. Scendere in piazza e partecipare alle 14.30 significa onorare il sacrificio di un sindaco che ha offerto la propria vita per il bene comune. In un momento di profonda transizione per Molfetta, la presenza fisica dei cittadini sui gradini di San Bernardino rappresenterà il termometro civile di una comunità che vuole finalmente riappropriarsi dei propri simboli puliti, testimoniando che il coraggio di Gianni Carnicella non è rimasto isolato nel tempo.




























